Il virus HIV
(medici infettivologi dell'ospedale Sacco - Milano)
Prof.ssa A. Cargnel

I virus responsabili dell'AIDS sono due: HIV1 ed HIV2 (Human Immunodeficiency virus = virus dell'immunodeficienza acquisita). Appartengono entrambi al gruppo dei retrovirus ed hanno come caratteristica quella di uccidere la cellula da loro infettata. Il virus HIV2 è confinato pressoché esclusivamente in una piccola zona dell'Africa, per cui HIV1 è il principale responsabile dell'epidemia di AIDS. Normalmente, dunque, quando si parla di HIV si allude ad HIV1. Il virus può attaccare numerose cellule dell'organismo; in particolare esso predilige quelle cellule che hanno sulla loro superficie un recettore chiamato CD4. La cellula bersaglio privilegiata dal virus è il linfocita (un globulo bianco del nostro organismo) CD4 positivo. Questo linfocita ha un importante ruolo nel sistema immune, nella difesa da molte infezioni e dall'insorgenza di alcuni tumori. Il virus è caratterizzato dalla presenza di un involucro esterno composto da una membrana (envelope) di glicoproteine (gp120, gp41), da proteine del nucleo (core) virale (p24) e, più internamente, dalla presenza delle catene di acido nucleico e dalla presenza di un enzima che ha un ruolo importante nella replicazione del virus: la trascrittasi inversa. Tale enzima ha il compito di trascrivere l'RNA (acido ribonucleico) in DNA (acido dessosiribonucleico), operazione inversa a quel che succede normalmente in biologia, dove il flusso dell'informazione passa da DNA ad RNA.
Come ci si può infettare ?
L'infezione può essere trasmessa per via parenterale, attraverso trasfusioni di sangue infetto, scambio di siringhe infette, (come spesso accade tra tossicodipendenti); attraverso lo sperma o le secrezioni vaginali infette; da madre a bambino durante la gravidanza, al momento del parto e mediante l'allattamento. La trasmissione dell'infezione, come in tutte le malattie infettive, è condizionata dal rapporto virus-ospite; importanti, quindi, sono alcuni fattori, quali il tipo di virus (vi sono ceppi virali più virulenti), la carica virale (più è elevata, maggiore è la probabilità di trasmissione) e, naturalmente, le caratteristiche dell'ospite (presenza di patologie concomitanti ecc.). Quando il virus è entrato nell'organismo, aderisce al recettore CD4 mediante la proteina dell'envelope gp120 e , con l'ausilio della proteina gp41, entra nella cellula: linfocita o altre cellule, quali i macrogagi, le cellule dendritiche, le cellule microgliali cerebrali ecc. Una volta entrato nella cellula, il virus perde il suo rivestimento e, per opera della trascrittasi inversa, avviene la trascrizione del RNA in DNA che si integra nel nucleo della cellula sotto forma di provirus. Nel citoplasma si assiste alla replicazione del virus con produzione di nuovi virioni che, una volta maturi, fuoriescono dalla cellula e possono infettarne di nuove. Tuttavia, questo non è l'unico meccanismo attraverso cui avviene l'infezione: il virus può passare direttamente da cellula a cellula, senza entrare nel torrente circolatorio, attraverso meccanismi di fusione tra la membrana cellulare di cellule non infette e le proteine dell'envelope virale espresse sulla superficie di cellule infettate. Il linfocita CD4 positivo può così essere distrutto dal virus. La morte dei linfociti, però, può avvenire anche attraverso altri meccanismi, alcuni dei quali si innescano senza infezione diretta del virus, come accade nell'apoptosi o morte cellulare programmata. Man mano, che i linfociti CD4+ vengono distrutti, la funzione del sistema immune si deteriora progressivamente, fino ad arrivare alla fase sintomatica ed all'AIDS.