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AIDS IN ITALIA
(medici infettivologi dell'ospedale Sacco - Milano - Dr. Giovanni Rezza)
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Il numero totale di casi di AIDS notificati al Centro Operativo AIDS dell'Istituto Superiore di Sanità dall'inizio dell'epidemia ha superato quota 43.000. Nell'ultimo trimestre sono stati segnalati 783 nuovi casi, di cui il 65% era stato diagnosticato nei trimestri precedenti. Si conferma pertanto la diminuzione dell'incidenza di nuovi casi di AIDS iniziata nella seconda metà del 1996: il numero di casi diagnosticati nel 1998 è inferiore di circa il 50% rispetto a quello del 1995. Il declino dell'incidenza di AIDS è del tutto simile al declino osservato in altri paesi europei, ed è da attribuire in massima parte all'utilizzazione delle nuove combinazioni di farmaci antiretrovirali. La Lombardia rimane la regione con il tasso di incidenza più elevato, seguita da Lazio, Liguria ed Emilia Romagna. Cresce l'età media delle persone colpite, diminuiscono i casi in tossicodipendenti, cresce leggermente la proporzione di casi riscontrati nel sesso femminile, in particolare attribuibili a trasmissione sessuale. Questi dati ottimistici non devono però fare abbassare la guardia. Infatti, i sistemi di sorveglianza di alcune regioni, che raccolgono informazioni del tutto anonime sulle nuove diagnosi di infezione da HIV, mostrano, dopo una lunga fase di lenta decrescita, una leggera inversione di tendenza. Nel 1997, in alcune aree del Paese, è cresciuto lievemente il numero di nuove diagnosi di sieropositività. Unitamente all'aumentata sopravvivenza delle persone infette, tale andamento delle nuove infezioni ha come conseguenza un possibile incremento del numero totale di sieropositivi. E' a questo proposito interessante notare come stiano anche cambiando le caratteristiche delle persone colpite. Un po' in tutta Italia, diminuiscono infatti le nuove diagnosi di infezioni fra i tossicodipendenti, mentre tendono ad aumentare quelle attribuibili ai rapporti sessuali. La possibilità che una quota di persone (soprattutto tossicodipendenti) sviluppi l'AIDS non essendo a conoscenza del proprio stato di infezione, e non si sottoponga quindi a profilassi e terapie adeguate, rende importante l'inserimento all'interno delle campagne informative di messaggi relativi alla percezione del rischio di infezione ed alla possibilità di effettuare il test sierologico. E' quanto mai importante, oggi, puntare ancora sulla prevenzione, dal momento che la presenza di un ampio serbatoio di infezione (si stima a tal proposito che per ogni caso di AIDS ci siano in Italia, in questo momento, almeno 2 o 3 persone con infezione da HIV) e l'incertezza sulla durata dell'efficacia delle nuove combinazioni terapeutiche, rende in questo momento difficili le previsioni sull'andamento futuro dei casi di AIDS.
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