Il Rischio Professionale da AIDS
(Dal sito dell' E.A.N.A.C. Italia)
a cura di: DANIELA BALLARDINI

La revisione della più recente letteratura in materia di infezioni professionali conferma, ancora una volta, che il rischio infettivo occupazionale da HIV, pur se ancora di limitate dimensioni (inferiore allo 0,5%), è comunque reale.
Il primo caso di trasmissione professionale dell'infezione è stato segnalato negli anni '80 e da allora sono state condotte molte indagini epidemiologiche e si sono intrapresi studi specifici, aventi l'obiettivo di quantificare il rischio di esposizione accidentale ad HIV e di stimare il tasso di sieroconversione negli operatori sanitari.
Dal 1984 al 30.06.1994 sono stati segnalati 65 casi (di cui tre in Italia) di infezione occupazionale da HIV con sieroconversione documentata. La categoria più esposta è risultata quella degli infermieri (58% dei casi), seguita dal personale di laboratorio (16%) e dagli ausiliari (5%).
Lo Studio Italiano Rischio Occupazionale HIV (SIROH), a cui partecipano 33 Ospedali italiani ha riportato risultati sovrapponibili. Lo studio ha, infatti, raccolto circa 2000 esposizioni professionali da HIV. Su 1883 operatori sanitari seguiti sono state documentate 3 sieroconversioni con un tasso di incidenza dello 0,16%. Da questo studio emerge, inoltre, che anche in Italia la categoria più a rischio è costituita dagli infermieri (66% degli operatori esposti), seguita da medici e chirurghi (18%), dagli ausiliari (5%) e dal personale di laboratorio (4%).
Le modalità di esposizione professionale sono rappresentate nel 61% dei casi da punture accidentali, seguono la contaminazione di cute lesa (19%), la contaminazione mucosa (11%) e le ferite con taglienti (9%). Le attività ritenute più a rischio di esposizione sono risultate il prelievo di sangue e le manovre invasive.
Il problema del rischio infettivo occupazionale è stato affrontato in Italia, concretamente, con l'emanazione del Decreto del Ministero della Sanità 28/9/90: "Norme di prevenzione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche e private".Tale decreto rafforza le norme indicate nelle linee guida sulle precauzioni universali del 1989 e descrive in modo preciso i doveri degli organi preposti al controllo e gli obblighi degli operatori sanitari in ambito ospedaliero. Sicuramente il rispetto delle precauzioni universali, anche se non può completamente eliminare le probabilità che si verifichino casi di infezione occupazionale da HIV, contribuisce a diminuire significativamente il numero degli incidenti a rischio. Tuttavia, nella pratica quotidiana molti fattori sembrano ostacolare l'adozione di corretti comportamenti da parte degli operatori sanitari. Tra questi ritroviamo quelli legati a un deficit di conoscenza (training non adeguato), i problemi di motivazione, (incapacità di valutare il rischio), i problemi legati all'utilizzo di materiale non idoneo, che non offre garanzie di protezione, ....
Risulta, pertanto, evidente che i mezzi che abbiamo a disposizione per diminuire drasticamente il rischio di contagio professionale ed anche per razionalizzare la paura nei confronti dell'AIDS, sono riconducibili ad una serie di elementi fondamentali che comprendono:
· la corretta formazione e l'aggiornamento continuo degli operatori sanitari (cultura del rischio);
· la revisione e la razionalizzazione delle tecniche assistenziali;
· l'adozione di comportamenti corretti volti a ridurre il rischio di esposizione;
· l'utilizzo corretto e non esagerato delle barriere di protezione;
· l'introduzione e l'utilizzo di nuovi presidi e apparecchiature appositamente studiate per prevenire l'esposizione dell'operatore.
Occorre lavorare concretamente su tutti questi elementi, ma in particolare, dato il rilevante numero di esposizioni accidentali del personale sanitario, emerge dal nostro punto di vista, la necessità di mirare gli interventi educativi e di formazione al fine di ridurre la discrepanza fra gli aspetti teorici e l'applicazione pratica nel controllo delle infezioni occupazionali.

BIBLIOGRAFIA
· Moro, Infezioni Ospedaliere prevenzione e controllo, Ed. CSE.
· Ippolito, Infezione da HIV ed operatori sanitari.
· Ippolito, V. Puro. L'infezione professionale da HIV per gli operatori sanitari: rischi e strategie di prevenzione. Il libro italiano dell'AIDS. Mc Graw-Hill Libri Italia
· Linee Guida di comportamento per gli operatori sanitari per il controllo delle infezioni da HIV nelle strutture di diagnosi e cura. Ministero della Sanità Commissione Nazionale per la lotta contro l'AIDS 1989.
· Decreto del Ministro della Sanità 28/9/90 " Norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche e private".